Il terroir


Sulle splendide terre nere del Corleonese, in contrada Pietralunga sul territorio di Monreale a 59 km da Palermo, coltiviamo le uve a bacca rossa dalle quali nascono i nostri vini rubino.

Alle pendici dell’area archeologica del Monte Jato, a circa trenta chilometri da Palermo, in una terra assai fertile e generosa, in contrada Don Tommaso, coltiviamo le nostre uve bianche.

Entrambe  vengono vinificate a San Cipirello presso la cantina Don Tomasi, azienda dinamica che fa della qualità la sua mission.

 
LE LOCATIONS E LA LORO STORIA:


San Cipirello e S. Giuseppe Jato sono due paesi uniti tra di loro sia fisicamente sia storicamente. San Cipirello, infatti, ha origine solo nell'ottocento dopo la distruzione di  buona parte dell'abitato di S. Giuseppe Jato  dovuta ad una catastrofica frana caduta dal Monte Jato.  Posto all'incrocio delle grandi arterie che univano le grandi città della Sicilia occidentale, la città sul Monte Jato dominava, con i suoi 850 metri, buona parte della Sicilia occidentale, dal golfo di Castellammare alle valli del Belice e dello Jato, é, per la sua particolare struttura, costituiva un caposaldo facilmente difendibile.

Nel 1150:  Il geografo arabo Al Idris così scriveva "Jato, alta di sito, forte oltre ogni credere, ha un territorio nel quale arriva al sommo grado la fertilità delle terre da seminare e la vastità dei confini".
Nel 1190 la città era diventata il simbolo e la roccaforte della rivolta dei musulmani della Val di Mazara che si opponevano a Federico II. Da essa nel 1223, espugnata a stento dopo un assedio di otto mesi dallo stesso imperatore alla testa di sessantamila soldati, incominciarono le grandi deportazioni verso Lucera di Puglia. Nel 1246 Jato, che nel frattempo si era ripopolata, veniva definitivamente rasa al suolo dalle truppe di Riccardo di Caserta.

Attraverso un sentiero   che si inerpica  sul monte dalla strada provinciale seguendo le indicazioni della segnaletica  si giunge ai resti archeologici e agli scavi dell’antica città.
Tra i monumenti più importanti sono stati portati alla luce il teatro, che poteva contenere ben 4.500 persone, l'agorà, originariamente con tre eleganti porticati su tre lati, un piccolo tempio dedicato ad Afrodite, il BOULEUTERION ed alcune case a peristilio del periodo ellenistico. Inoltre, nel piccolo antiquarium di San Cipirello, si conservano i reperti ritrovati nelle campagne di scavo tra cui due telamoni e due cariatidi rinvenuti tra le strutture del teatro, ceramiche di diversi periodi (dal preistorico al medievale) e diversi frammenti di materiale architettonico proveniente dagli edifici pubblici.

Si pensa che il nome  San Cipirello faccia riferimento ad un antico proprietario terriero, chiamato Sancio Pirrello.

CORLEONE: Corleone ha origini molto antiche risalenti alla prima fase del neolitico nel sesto millennio a.C.. Corleone "Animosa Civitas" perché sempre in prima linea in tutte le guerre combattute in Sicilia. Posta a metà strada della vecchia statale Palermo -Agrigento, controllava una delle arterie principali e, quindi strategiche, dell'isola.

Corleone si trova adagiato in una conca, e protetto da una corona di rocce calcaree che costituiscono un unicum geologico da cui prendono il nome (calcariniti glauconitiche corleonesi). Scenario suggestivo creano, accendendo curiosità ed interesse le "rocche gemelle", una ad est del centro abitato dove è ubicato il Castello Soprano con i resti dell'antica torre di avvistamento saracena e l'altra al centro del paese in un blocco calcareo geologicamente crollato dalla montagna frontale e su cui è stato edificato il castello medievale ora eremo dei Francescani. Proprio ai piedi del castello Soprano si può ammirare uno spettacolo della natura, la "Cascata delle Due Rocche" formata dal salto del torrente San Leonardo, affluente sinistro del Fiume Belice, che crea un suggestivo laghetto naturale circondato dai resti di un acquedotto di fattura probabilmente araba. Tale torrente, con la cascata, scorre all'interno di una vera gola naturale formando un canyon percorribile al suo interno nel periodo estivo.

Le origini di Corleone non sono nette e precise e fino a poco tempo fa si facevano risalire agli arabi che nel 840 occuparono la zona compresa tra Caltabellotta e la Valle Platani.
Gli scavi archeologici condotti sulla Montagna Vecchia da Angelo Vintaloro a partire dagli inizi del '90, testimoniano invece che l'attuale impianto urbanistico ha una storia ben più lontana. Fonti storiche parlano della Polis di "Schera", mentre alcuni recenti reperti fanno risalire le origini ad epoca preistorica.
E' certa comunque la presenza dei bizantini e dei musulmani (ne rimane a testimonianza l'esistenza di una moschea attestata dalla fonti scritte). Intorno al 1072 la città fu occupata da Normanni e nell'anno 1104 subì la dominazione dei saraceni che a loro volta furono sconfitti da Federico II. All'interno del paese è possibile visitare il Museo Civico Comprensoriale "Pippo Rizzo", dove è stata sistemata la prima esposizione archeologica, sito nel Palazzo Provenzano, dimora signorile del XVIII secolo situato nel centro storico di Corleone ed acquistato dal Comune a tal fine.

Tra i reperti più significativi citiamo la "Pietra Miliare" il pezzo più importante del museo per l'iscrizione latina più antica che si conosca risalente al 252 a.C., anno in cui Aurelio Cotta fu Console Romano in Sicilia per la prima volta, i resti di una pavimentazione in mosaico risalenti al Periodo Romano Imperiale (I secolo d. C.), un attingitoio preistorico 1400-1250 a. C., delle statuette votive e svariati reperti provenienti da "Montagna Vecchia", dove esiste uno dei più grossi insediamenti archeologici siciliani. Il sito, oggetto di scavi da alcuni anni, presenta molte strutture emergenti, tra cui le cinta murarie interne ed esterne, diversi edifici pubblici, i resti del castello medievale, le tombe monumentali, ma soprattutto la maestosità dell'insediamento. Corleone vanta un grandissimo patrimonio artistico-ecclesiale ed è per questo che venne nominato il paese dalle cento chiese, di questo immenso patrimonio citiamo il Convento dei Cappuccini oggi accorpato alla Villa Comunale, il Monastero del SS. Salvatore che fu eretto insieme alla chiesa nel sec. XIII, la Chiesa di Sant'agostino risalente al 1300 e la Chiesa di S. Domenico del 1547. Gradevole risulta inoltre una bella passeggiata nel centro storico medievale guarnito da murales raffiguranti squarci di storia folklore e tradizione locale.



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